Progetto finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale 14-20 della Regione Umbria, per l'innovazione dell'orticoltura in Umbria.

Il progetto è incentrato sullo sviluppo di un modello di orticoltura che si basa su quattro pilastri fondamentali:

La creazione di valore aggiunto, tramite la coltivazione di ortaggi di qualità, la razionalizzazione della trasformazione e lo sviluppo di nuovi prodotti, anche con elevato valore nutraceutico.

La sostenibilità ambientale del modello in questione, basata sull’impiego di energia rinnovabile, sullo sviluppo di un modello di coltivazione virtuoso, e sull’efficientamento energetico delle colture protette.

La creazione di economie circolari, puntando a cooperare con aziende del territorio nello sviluppo di innovazione, oltre alla creazione di competenze nelle realtà imprenditoriali agricole umbre, dando la possibilità alle stesse di produrre ortaggi, utilizzando il lavoro familiare, beneficiando del VA prodotto e dei vantaggi della cooperazione tra piccole aziende e del conferimento a cooperativa. Si vuole, in questo modo, risolvere il problema della frammentazione creando modelli efficienti di coltivazione, validi per realtà aziendali di piccola dimensione e strutturando il sistema di conferimento, commercializzazione, e di valorizzazione del prodotto.

Destagionalizzazione del lavoro agricolo, e differenziazione della produzione delle aziende umbre, che ad oggi per le caratteristiche delle coltivazioni presenti risultano svantaggiate da una produzione stagionale e per lo più da monoproduzioni.

Il titolo del progetto fa riferimento ad un’agricoltura, a zero residui, dovuta allo sviluppo di un modello, a cui seguirà la redazione di un disciplinare di produzione che consenta anche di rassicurare il consumatore finale non solo sull’assenza di prodotti fitosanitari nel prodotto finale, ma anche sul livello di salubrità dell’alimento stesso, dovuta ad un utilizzo razionale di tali prodotti. Per produrre questo risultato verrà curato l’aspetto della prevenzione e dei trattamenti pilotati mediante tecniche diagnostiche, interventi localizzati e a ultra-basso volume, per ridurre l’impiego degli agrochimici.

Si fa riferimento inoltre agli zero scarti, obiettivo che verrà perseguito mediante l’utilizzazione degli stessi, sia quelli dovuti alla selezione del prodotto fresco, sia i sottoprodotti che rimarrebbero in campo, alla fine della coltura, diventando veicolo per lo sviluppo delle fitopatologie specifiche della coltura. Tali scarti, spesso con elevato valore nutrizionale (si pensi a tutti gli ortaggi scartati per difetti estetici e non apprezzati dalla GDO) potranno essere utilizzati nello sviluppo di prodotti innovativi, in modo da ridurre gli sprechi; ridurre l’incidenza delle fitopatologie nella coltivazione, e di conseguenza, l’incidenza dei trattamenti; ed aumentare la PLV, con la produzione degli “alimenti del futuro”, ad elevato valore nutrizionale.